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Come usare la Search Console per aumentare il traffico sul sito

La Search Console di Google è uno strumento di analisi dei dati molto avanzato, in grado di capitalizzare al massimo i contenuti del nostro sito. Ovviamente in questo processo di valorizzazione molto dipende dalle strategie che abbiamo deciso di sfruttare, e da una serie di requisiti di base che devono essere rispettati a monte.

Requisiti necessari prima di procedere

Per poter sfruttare attivamente queste tecniche, è indispensabile che il nostro sito sia realizzato a regola d’arte e che non ci siano problemi tecnici di alcun genere su di esso; inoltre il sito deve essere scansionabile, indicizzato e (preferibilmente) posizionato su Google per almeno un paio di parole chiave (anche banali o ovvie).

Andando poi a vedere il rapporto Analisi delle ricerche, ad esempio, è opportuno che ci siano almeno una cinquantina di click, o che se non altro (nella peggiore delle ipotesi) siano presenti almeno un po’ di parole chiave nel sito. Se questo requisito non fosse soddisfatto a monte, suggerisco di usare un po’ il sito – ad esempio pubblicando articoli, FAQ o pagine con qualche contenuto utile o inedito – prima di procedere.

Chiariti i requisiti fondamentali, andiamo a vedere le tecniche che potete sfruttare nella pratica per aumentare il traffico sul vostro sito sulla base dei dati sulla Search Console del vostro sito.

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Vedi anche: come indicizzare il tuo sito la prima volta

Stato dell’indicizzazione

In questa reportistica dovreste trovare un grafico crescente nel tempo, specie nel caso dei blog, oppure non decrescente o stabile nel caso di altri siti web; in genere non è necessario, ovviamente, che l’indicizzazione aumenti per forza (perchè non tutte le pagine web sono utili a Google allo stesso modo, chiaramente), pero’ è certamente un segnale da valutare bene se il vostro traffico non aumenta.

Se il sito non è ben indicizzato, pertanto, è improbabile che possa ricevere traffico da Google. Da qui ve ne accorgerete facilmente, di solito.

Valorizzare ricerche con potenziale “inesploso”

Aprite il report Analisi delle ricerche visualizzate le colonne Clic, Impression e CTR; se adesso ordinate per Impressions decrescenti (dalle più grandi alle più piccole), date uno sguardo alle ricerche con molte visualizzazioni che presentano pochi o nessun click: si tratta di ricerche per cui Google “riconosce” la vostra potenziale autorevolezza, tant’è che vengono mostrate tra i risultati, tuttavia vengono cliccate poco o nulla.

Esempio tratto da un mio sito: le ricerche interessanti da questo punto di vista sono in particolare alla seconda, terza, quinta e sesta riga (rispettivamente o, 1, 3 e 0 clic).

Ci sono varie strategie che si possono sfruttare per migliorare le prestazioni del CTR di queste ricerche che, ripeto:

  • abbiano il massimo delle impressions e
  • abbiano pochi o nessun clic (oppure equivalentemente CTR inferiore all’1%).

Un modo possibile, ad esempio, può essere quello di riscrivere o aggiornare l’articolo che dovrebbe portare a quella ricerca critica (e qui dovrete regolarvi a spanne oppure con l’operatore site), un altro può essere quello di linkare internamente l’articolo stesso da altre sezioni del sito, in modo da aumentarne la “visibilità” in termini topologici; eventualmente, inoltre, si può pensare di fare qualche redirect 301 strategico oppure, ancora, aggiungere la parola chiave in questione all’interno di qualche title o anchor text per facilitare o chiarificare l’utente nella ricerca.

LEGGI ANCHE:   Come ottimizzare il CRO

Si può fare di tutto e di più, insomma, facendosi ispirare dalla Search Console: il problema è capire cosa abbia senso e cosa invece sia una forzatura. In molti casi, per inciso, fare questo distinguo in modo corretto fa la differenza tra un consulente dilettante ed un professionista.

Ottimizzare i CTR esistenti

Aprite il report Analisi delle ricerche e visualizzate la sola colonna CTR; se ordinate per CTR descrenti (dai più grandi ai più piccole), avrete individuato pagine (o ricerche, dipende da qualche report avete aperto) per cui ci sono già buone percentuali di clic. Si tratta insomma di pagine (o ricerche) che tendono a portare traffico dai motori di ricerca: per cui provate a sperimentare un po’ di cose, a seconda del tipo e dell’uso delle pagine.

Ad esempio:

  • cambiate i title per capire se il CTR migliori, nel lungo periodo;
  • cambiate le meta-description per capire se il CTR migliori, nel lungo periodo;
  • aggiungete eventuali rich snippets;
  • allungate o accorciate il corpo del testo dell’articolo, valutando le prestazioni prima o dopo;
  • inserite in modo non invasivo dei link affiliati o dei banner tematici con la ricerca che vi porta traffico: le conversioni nel medio-lungo periodo dovrebbero essere assicurate (o quasi);
  • valutate inoltre che si tratta molto spesso di pagine web, ordinate con questo criterio, per cui è abbastanza facile vendere link.

Link building interna

In questo caso l’idea è quella di selezionare una parte di pagine dal report Analisi delle ricerche, Pagine, e cercare di individuare quelle che siano posizionate meglio; per farlo, selezionate le colonne Impressioni e Posizione.

Ecco un esempio tratto dal mio sito: cercate di trovare le pagine che si posizionano meglio (entro le prime 10 posizioni, ad esempio), scartate quelle con poche impression (su cui c’è scarso margine di miglioramento, di norma, a meno che non si tratti di pagine che convertono o pensate per convertire, come le landing page) e concentrate l’attenzione sulle pagine con posizionamento tra 1 e 10 e impression elevate. La soglia di impression minima cambia da sito a sito, non ci sono regole; dipende da quanto traffico fate, e può essere 1000 come 5000 o 10000, difficile dirlo. Regolatevi a spanne sugli ordini di grandezza (quindi ad esempio da 100 o 1000 in poi), e trovate le pagine con questi requisiti.

Su queste pagine, che definiremo “autorevoli” per il vostro sito, avrete discrete possibilità sia di fare una buona link building interna (linkare pagine con poco traffico da quelle autorevoli, ad esempio), sia di provare a vendere qualche link, se vi capita. In genere ricordate quanto scritto al punto precedente: il problema è ancora una volta capire cosa abbia senso e cosa sia una forzatura da evitare. Molti SEO si sentono molto intelligenti nel linkare qualsiasi cosa in ogni modo possibile, quando in realtà sono semplicemente presuntuosi e dovrebbero rivedere le proprie strategie: ogni cosa che si fa, anche un banale link, deve avere una logica (editoriale, di marketing, ecc., ma deve averla), deve essere pensata per l’utente finale, e le convenzioni SEO in astratto – tipo: mettere la keyword all’inizio del title – non possono mai avere la meglio sul buonsenso. Si fanno figure veramente pessime, diversamente, ed il traffico che ci si procura “alla buona” rischia di essere poco utile.

LEGGI ANCHE:   Come simulare ricerche su Google da qualsiasi posizione e con qualsiasi dispositivo

Fare una lista di parole chiave da riutilizzare nel blog del sito

Aprite il report Analisi delle ricerche e visualizzate la sola colonna CTR; se ordinate per CTR descrenti (dai più grandi ai più piccole), avrete individuato le ricerche più frequenti che portano al vostro sito. Esportatele e create un po’ di articoli a tema con le parole chiave, in modo che pubblicandoli possiate potenziare ed estendere la coda lunga (es. le varianti di una parola chiave principale) nel medio-lungo periodo.

Selezionate sempre – consiglio generale – il 10-20% delle parole chiave partendo dalle più visualizzate (impressions alte), lasciate perdere quelle che non hanno buone prestazioni in termini di impressioni – a meno che, ovviamente, non siano molto competitive o vogliate comunque puntarci.

Sezione Link interni

Sbirciando nella sezione Link interni sottoTraffico di ricerca potrete rendervi conto di quanto sia bilanciata la vostra link building interna, di come siano distribuiti i link sulle varie pagine e così via. Se trovate un profilo molto sbilanciato cercate di non esagerare coi link interni, diversamente le cose andranno benone.

L’analisi di questa sezione permette anche di individuare le pagine più linkate come a maggiore potenziale sfruttabile, e fare delle modifiche su queste ultime potrebbe, a volte, essere utile per aumentare il traffico sul sito.

Manutenzione del profilo di backlink del nostro sito

La sezione Traffico di ricerca -> Link che puntano al mio sito può essere molto utile per verificare che la nostra link building stia funzionando: di solito i backlink vengono “assorbiti” e mostrati dal tool entro un paio di settimane da quando compaiono sul web. Da qui potrete anche verificare di non avere backlink penalizzanti (che potete mandare in  disavow), potrete verificare profili sospetti, link rotti e così via.

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Questa sezione è utile anche in termini di classificazione e clusterizzazione dei link: se ordinate in base alle Pagine con link crescenti (dalle più piccole alle più grandi) ci sono discrete possibilità di vedere e verificare i backlink “migliori” – ammesso che siano migliori quelli che riportano un unico link in uscita verso il vostro, rispetto a quelli che lo ripetono su più pagine del loro sito.

Approfondimenti

Se vuoi saperne di più sulla Search Console di Google, consulta il corso online Guida pratica all’uso della Search Console.

Come usare la Search Console per aumentare il traffico sul sito
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