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Se il traffico del tuo sito è in calo, piangi (oppure fai queste verifiche)

Se le visite sono in calo e provengono da una fonte come un motore di ricerca (tipicamente Google), c’è da dire che le cause possono essere varie, e quelle presentate di seguito potrebbero anche presentarsi contemporaneamente.

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La prima possibile causa che bisogna considerare se avete un calo di visite, è verificare che non ci siano stati cambiamenti drastici nel nostro sito, a livello di struttura (menù, organizzazione interna) e di contenuti (post, pagine, video, sezioni interattive). Per quanto sembri banale, è spesso ciò su cui si lavora concretamente. Analizzando Google Analytics, ad esempio, è possibile ad esempio concentrare l’attenzione sulle pagine più visitate, e verificare che non ci siano variazioni importanti proprio su quei post. In molti casi, sarà possibile individuare la fonte di traffico che è interessata al calo più fattivamente, e prendere provvedimenti in funzione di ciò. Al di là di questo, bisogna verificare che tutto il sito sia stato perfettamente scansionato da Google, verificando htaccess e robots.txt, e facendo dei test con i crawler della Search Console. Certo è che, di fatto, non sempre questi strumenti riescono a darci le risposte che ci aspetteremmo, specie se usati con scarse conoscenze tecniche.

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Una seconda analisi dovrebbe riguardare l’andazzo generale del mercato di riferimento del sito: come è cambiato rispetto a Google? È possibile che alcuni cambiamenti negli snippets abbiano portato ad una diminuzione dei CTR (verificabili via Search Console)? Domande a cui troveremo risposta dopo un po’ di confronti e/o mediante un’analisi puntuale e quattro chiacchiere con il nostro referente, di solito.

In terzo luogo,  è necessario considerare ciò che stanno facendo i concorrenti del settore (eventualmente nulla): ovviamente ci riferiamo alla parte “misurabile” del discorso, visto che potrebbero esserci moltissime zone oscure che sono impossibili o molto difficili da indagare (ad esempio: hanno cambiato SEO e ne hanno preso uno meno incompetente 🙂 ).

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L’ultima cosa da considerare è che non siano in corso cambiamenti algoritmici all’interno di Google: ma qui si ragioni per ipotesi (spesso poco o per nulla “scientifiche”), per cui mi sembra inopportuno spendere troppo tempo a lambiccarsi su possibilità del genere. Senza contare che, ad esempio, l’annuncio di un cambiamento algoritmo è raramente in “tempo reale” rispetto all’Italia, per cui il rischio è quello di imbattersi in correlazioni inesistenti o del tutto casuali. In molti casi, infatti, basta intervenire sulla struttura del sito o analizzare meglio i punti precedenti.

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Recuperare il traffico perso non è facile, ma un buon SEO può e deve saperlo fare per essere considerato davvero tale.

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